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Alpe della Luna, l’ultimo rifugio dei carbonai

Alpe della Luna, l’ultimo rifugio dei carbonai

Questo vasto massiccio di arenaria, che deve il suo nome ad una singolare e imponente scarpata rocciosa a forma di mezzaluna (Ripa della Luna), è un luogo lontano dai centri abitati, avvolto in tranquilli boschi di faggi, aceri e tigli. Sin dall’antichità l’area è stata meta di asceti, che hanno edificato nei secoli eremi, chiesette e piccoli santuari: non è un caso che la montagna più alta del comprensorio sia il Monte dei Frati (1453 m) di poco più elevato dell’antistante Monte Carpegna, osservabile dai punti panoramici. Luoghi di acque incontaminate, ricche di anfibi decisamente poco comuni come le Salamandre e il Tritone alpestre, quest’ultimo presente solo in poche stazioni appenniniche.

torre metola

La particolare conformazione geologica vede diffusi strati argillosi, testimoniati anche da zone calanchive a forte erosione. Dal punto di vista geomorfologico questa montagna è uno spartiacque naturale perfettamente allineato sulla dorsale appenninica. L’abbondanza di sorgenti, risorgive e fiumi si spiega proprio grazie alle caratteristiche del suolo: le argille marnose, essendo impermeabili, riportano in superficie l’acqua assorbita dalle più porose arenarie.

Proprio dalle pendici del Monte Maggiore (1384 m.), sgorgano le prime acque dell’Auro, ramo principale del Metauro che a Borgo Pace unendosi al torrente Meta origina il fiume più lungo e col maggior bacino idrografico delle Marche. Nella parte nord-orientale del comprensorio, nei pressi di Sestino, si trovano le sorgenti del Foglia, e pochi km più a nord quelle del Marecchia e del Tevere, che inizia la sua corsa sul Monte Fumaiolo.

Tra i beni architettonici, da segnalare la chiesetta di S. Maria di Parchiule, del XVI sec. e ricostruita nel 1744. Poco distante da vedere anche la Cappella dei Crociani: sull’architrave della porta d’ingresso è visibile l’effigie “G.C. 1571”; accanto alla cappella sorge un vecchio mulino.

Enogastronomia e Attività

crescia

crescia

Tra le specialità locali segnaliamo i piatti a base di tartufo bianco pregiato, funghi compreso l’eccellente prugnolo, la patata rossa di Sompiano coltivata ancora in maniera tradizionale senza utilizzo di pesticidi, la cacciagione dal Cinghiale alla Lepre. Piatti tipici sono la Panzanella, rinfrescante ricetta a base di pane, pomodori e cipolla e il Crostolo di Sompiano, un calzone ripieno di patate, salsicce e mozzarella cotto in forno a legna o sulla brace. L’Alpe della Luna è meta ideale per la pratica di escursioni, trekking e passeggiate a cavallo.