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Viaggiare dal divano di casa: i libri di viaggio più evocativi

Viaggiare dal divano di casa: i libri di viaggio più evocativi

Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perchè. I loro desideri hanno le forme delle nuvole.
(Charles Baudelaire)

Si dice che chi torna da un viaggio ritorni diverso da quando è partito; un’esperienza totalizzante che coinvolge mente e corpo, nutre l’anima e arricchisce il nostro spirito. Viaggiare è l’unica attività che che ci impreziosisce davvero, che ci insegna a rispettare culture e stili di vita “altri” e ad apprezzare la (bio)diversità.

I libri di viaggio ci permettono di visitare paesi lontani, culture sconosciute e territori impervi senza spostarci dal divano di casa. L’autore ha un compito molto arduo: riuscire a trasportare il lettore in realtà differenti, spiegare l’essenza di un popolo, il gusto di un cibo o la bellezza di un paesaggio attraverso parole che tocchino l’anima.

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Ecco alcune letture consigliate.

Ebano – Ryszard Kapuscinki (2013)

Viaggiatore curioso ed acuto, nonché scrittore sopraffino, l’autore, si cala nel continente africano con tutto se stesso e se ne lascia sommergere rifuggendo tappe obbligate e senza stereotipi e/o luoghi comuni. Il tutto utilizzando una scrittura fluida ma soprattutto autentica. Sono storie di vita reale di situazioni difficili anche violente ma rese sulla carta in maniera splendida. Si é presenti nel momento in cui questo giornalista polacco racconta i fatti che gli sono accaduti in prima persona. A volte sembra quasi di vedere i colori che vengono descritti, si fanno proprie le sofferenze e le emozioni e perfino gli odori e le risate che arrivano dalle pagine di questo libro.

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Slow travel: alla ricerca del lusso di perdere tempo – Gaia de Pascale (2008)

Un piccolo grande libro che parla di viaggi ma sopratutto del valore del tempo applicato agli spostamenti. La quarta di copertina ci rende perfettamente l’idea di fondo che sta alla base di questo testo davvero stimolante. “…ci vuole una belle dose di faccia tosta a posare una simbolica sedia sul ciglio della strada e restarsene lì, fermi ed in silenzio, a guardare assorti il panorama, indifferenti alle auto che sfrecciano via o all’assordante rombo dell’ennesimo charter. Queste pagine nascono dalla volontà di mettersi sulle tracce dei luoghi e dei tempi, in cui è ancora possibile rallentare, sedersi su quella simbolica sedia ed imparare così ad andare davvero lontano”.
Nel libro ci sono anche diversi link di siti web ed indirizzi utili per viaggiare in modo lento (in autobus, treno, bici ed ovviamente a piedi). Decisamente alternativo nella frenetica vita che un’pò tutti viviamo no?

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Regionale per Frascati — Fabrizio La Rosa (2010)

“Era in anticipo. La carrozza era mezza vuota ma si riempì in pochi minuti. Una ragazza venne a sedersi al suo fianco…”. Spesso i racconti iniziano così. Con la possibilità di uno sguardo, che è facile incrociare nel mezzo di trasporto che, più di ogni altro, da sempre, crea occasioni e fa nascere incontri. Il treno. Topos letterario amatissimo, teatro di mille inizi e di altrettanti melodrammatici finali. Ma il treno che percorre questi racconti non è quello saccheggiato dal cinema, stipato di spie ed eroi romantici; è un convoglio che trasporta piccole solitudini, pendolari con le loro storie, chiusi nei loro pensieri in fuga. Dodici racconti, dodici intrecci di vite negli scompartimenti del Regionale Roma-Frascati.

Una galleria d’istantanee della nostra società

Una galleria d’istantanee della nostra società, del nostro tempo d’insanabili conflitti. Il precario che si sente straniero in patria; il giornalista scampato ai proiettili in Afghanistan ma ferito dagli occhi di una ragazza ansiosa di seguire le sue orme; il giovane ricercatore che in una scritta scarabocchiata nel vagone intuisce la formula che potrebbe cambiare il destino dell’umanità, ma che travolgerà soltanto il suo… Regionale per Frascati è un punto zero dell’esistenza in cui ogni gesto, ogni parola, ogni incontro innesca cammini nuovi, suggerisce rotte verso mete sconosciute. Da questo incessante movimento di desideri e diffidenze che si sfiorano, lo sguardo dell’autore ritaglia i suoi personaggi, li ama e ce li fa amare nello spazio di un breve viaggio, trascinandoci nel loro vortice di arrivi, partenze, addii e inattesi cambiamenti.

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La montagna a modo mio – Reinhold Messner (2009)

Uno dei libri che ho letto nel periodo di Natale con grande entusiasmo misto a una certa dose di sorpresa è “La montagna a modo mio” ultima fatica (è il caso di dirlo) di Reinhold Messner. Una sorta di racconto/intervista sulle imprese sportive ed umane dell’uomo che ha reso l’alpinismo “popolare “ questo ovviamente nel bene e nel male come avrà modo di specificare l’autore. Ho parlato di sorpresa perché quello che più mi è rimasto di queste pagine sono le riflessioni di Messner/uomo prima che atleta no-limits che accompagnano il racconto di tutte le sue imprese gloriose come la scalata di una montagna o tragiche come la morte di un fratello durante una spedizione in alta quota. Forse la maturità che non solo si misura in anni ma anche e sopra tutto con l’esperienza di chi ha fatto della fatica del corpo il miglior mezzo per conoscere se stesso. Bello!

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Mangia prega ama – Elizabeth Gilbert (2010)

Il libro, autobiografia dell’autrice, rappresenta la voglia di cambiare e riscoprirsi. La protagonista stanca e insoddisfatta della propria vita, abbandona le proprie sicurezze per dedicarsi ad un viaggio in tre paesi molti differenti tra loro, per cogliere da ognuno di essi la chiave della felicità. In primo luogo si reca in Italia per godersi il buon cibo, poi in India per trovare la propria spiritualità e infine a Bali per raggiungere la pace interiore ed essere pronta nuovamente ad amare. Il libro rappresenta un viaggio interiore, una crescita personale della protagonista possibile grazie al contatto con i paesi che visita che le aprono gli occhi su ciò che è davvero essenziale nella vita.

Mirko Rossini – Isabella Corsini

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