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Le 10 chiese più affascinanti dei Sibillini: prima e dopo il terremoto

Le 10 chiese più affascinanti dei Sibillini: prima e dopo il terremoto

Antichi luoghi di spiritualità, scrigni di arte e bellezza dove ogni pietra ha una storia da raccontare. Immersi nella suggestione dei paesaggi dei Monti Sibillini, si ergono chiese dal fascino e magnetismo unico che però, come ogni altra cosa, pagano le conseguenze degli ultimi avvenimenti. Le potenti scosse di terremoto che dal 24 Agosto si susseguono e hanno il proprio culmine il 30 Ottobre hanno danneggiato in parte o del tutto alcune di queste magnifiche costruzioni, creando massicci crolli e rovinosi danni agli edifici ma anche immense voragini nel nostro patrimonio artistico e culturale e ulteriore dolore alle persone che amano i Monti Sibillini. Celebriamo questi luoghi sacri raccontando la loro storia.

L’Eremo di San Leonardo al Volubrio

E’ posto ad un’altitudine di 1.128 mt tra il Monte Sibilla e il Monte Priora circondato da una delle vallate più suggestive dei Monti Sibillini. La struttura che possiamo osservare oggi è frutto di ricostruzione dell’antico monastero innalzato in antichità dai seguaci di San Benedetto. Quest’opera di recupero ha costituito la ragione di vita di Padre Pietro Lavini che dal 1971 fece la scelta di trasferirsi in questo meraviglioso eremo a poca distanza dalle sorgenti del fiume Tenna. Da anni l’eremo è luogo di passaggio per turisti e pellegrini che cercano conforto nella meraviglia della natura. Il terremoto pare non aver provocato danni significativi a questo edificio ma ad oggi vige il divieto di accesso al sito e all’intera magnifica Gola dell’Infernaccio che è per buona parte ostruita da imponenti crolli.

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Eremo di San Leonardo al Volubrio- Ph. sx Pierluigi Piersanti, Ph. dx dal sito “I Luoghi del silenzio.it”

L’Abbazia di Santa Maria e San Biagio di Piobbico

In comune di Sarnano (MC) e vicino alla suggestiva e selvaggia Gola dei Tre Santi si trova l’Abbazia di Santa Maria e San Biagio di Piobbico. Un tempo nota come Santa Maria “inter rivora” poichè posta tra i due torrenti Tenna e Tennacola. Questa chiesa fu fondata dall’Ordine dei Benedettini intorno l’anno Mille e all’interno sono custoditi gli affreschi risalenti al XV secolo. La cripta appare semplice e immutata rispetto all’impianto originario con le sue tre navate e le colonne in tufo e pietra. Crocevia di traffici e pellegrinaggi, si trova lungo un diverticolo che univa l’antica Via Lauretana con la Via Salaria. In seguito al sisma la chiesa presenta numerosi crolli e necessita di urgenti lavori di ristrutturazione.

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Abbazia di Santa Maria e San Biagio – Ph. dx da Cronache Maceratesi.it

L’Abbazia dei Santi Vincenzo e Anastasio

Si trova nel comune di Amandola (FM), è di antichissima fondazione benedettina e sede di una comunità di Frati Francescani dell’Immacolata. Al cospetto degli alti pascoli del Monte Castel Manardo, vicini a boschi ben conservati, è davvero suggestivo partecipare alle Lodi mattutine o ai Vespri recitati rigorosamente in latino. Purtroppo la situazione a seguito del sisma non è buona. Si segnalano lesioni alla facciata interna, la vela campanaria crollata e ovviamente i monaci evacuati per motivi di sicurezza.

Il Santuario della Madonna dell’Ambro

Nota come “la piccola Lourdes dei Sibillini”, si trova in comune di Montefortino (FM) e trae il proprio nome dal piccolo torrente Ambro che le passa accanto. Proprio come a Lourdes il santuario della Madonna dell’Ambro è ritenuto sito di apparizione della vergine Maria e per questo meta di pellegrinaggio per pellegrini e fedeli alla ricerca di un supporto spirituale. In seguito al terremoto vi sono stati alcuni crolli e si sono aperte crepe verticali per cui saranno attuati piani di ristrutturazione al fine di preservare l’integrità dell’edificio che al momento rimane inagibile per via dell’ordinanza comunale in vigore dal terremoto del 24 Agosto.

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Santuario della Madonna dell’Ambro- Ph. sx dal sito “I Luoghi del Silenzio.it”, Ph. dx Alberto Monti

Pieve di Sant’Angelo in Montespino

Continuando il cammino lungo il versante orientale dei Monti Sibillini si giunge alla pieve di Sant’Angelo in Montespino poco distante dal delizioso borgo di Montefortino. Siamo a quota 800, ai piedi del Monte Sibilla e del Priora, e nelle giornate più limpide è facile scorgere il Mare Adriatico in lontananza. Fu edificata nel VI sec. dai Longobardi che la intitolarono al loro santo protettore: San Michele Arcangelo. Conserva ancora dell’impianto longobardo la piccola abside, mentre le colonne della sua cripta, tutte diverse l’una dall’altra, sono materiale di recupero di templi e strutture di epoca romana.

Il santuario di Macereto

Si tratta di un prezioso complesso religioso situato nel comune di Visso; esso comprende la chiesa, la casa dei pellegrini, la casa del corpo di guardia e un palazzo. La struttura ha una pianta ottagonale con tre entrate e al centro si trova un tempietto in cui è incisa la storia del miracolo di Macereto in latino. L’abside è decorato da meravigliosi affreschi di De Magistris. Fortunatamente il terremoto non ha provocato danni sebbene la zona sia una delle più colpite dal sisma.

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Santuario di Macereto- Ph. sx Daniele Silvi

Chiesa San Giorgio all’Isola

Ai piedi del Monte Vettore, presso il lago di Gerosa nel comune di Montemonaco (AP), troviamo la splendida chiesa San Giorgio all’Isola. Immersa nel verde, adagiata su un poggio poco sopra le acque lacustri, conserva al suo interno affreschi risalenti al XII secolo e un enigmatico affresco sull’altare centrale raffigurante una crocefissione: da un lato della croce Maria fissa una luna in cielo e dall’altra San Giovanni, il cui viso è stato realizzato copiando quello della Madonna, fissa un sole raffigurato nella parte opposta. Purtroppo a seguito del sisma del 30 Ottobre, la chiesa ha subito diversi danni; una parte del muro è crollata creando una grossa crepa nella parete alle spalle all’altare e alcuni preziosi affreschi sono stati danneggiati.

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Chiesa di San Giorgio all’isola- Ph. sx “I luoghi del silenzio.it” Ph. dx Gruppo Protezione Civile Legambiente Beni Culturali Regione Marche

Chiesa di Santa Maria in Casalicchio

Dal lago di Gerosa, entrando nella stretta valle scavata dal torrente Aso, incontriamo Santa Maria in Casalicchio. Da notare al suo esterno una pietra incisa con un pentacolo e un fiore esapetalo, quasi sicuramente segno della presenza dell’Ordine dei Templari. Fondata intorno al XIII sec. al suo interno si può ammirare un superbo ciclo di affreschi. La chiesa era luogo di pellegrinaggio nonché luogo prediletto per sancire importanti giuramenti: vuole la tradizione che chi giurava doveva stare inginocchiato presso la bassa finestra al lato dell’uscita dalla quale è visibile la vetta del Monte Sibilla. Per fortuna, al momento non sono registrati danni in seguito ai terremoti dell’ultimo periodo nella chiesa di Santa Maria in Casalicchio.

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Chiesa di Santa Maria in Casalicchio – Ph. dal sito “I Luoghi del Silenzio.it”

Chiesa di San Lorenzo in Vallegrascia

Poco distante da Montemonaco incontriamo la chiesa di San Lorenzo in Vallegrascia: siamo al crocevia tra la via Francisca e il celebre Sentiero dei Mietitori, antica via usata dai mietitori transumanti diretti verso Lazio, Umbria e Toscana. Fondata presumibilmente agli inizi del 1100, segnliamo i favolosi capitelli della cripta scolpiti a motivi floreali e zoomorfi. La vera perla di questa chiesa, però, sono due grandi lastre scolpite in bassorilievo alla sinistra del presbiterio: raffigurano scene del Vecchio e del Nuovo Testamento e sono considerate opere estremamente significative. In seguito al terremoto, l’abside della chiesa è stato completamente distrutto e necessita di urgenti interventi di recupero.

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Chiesa di San Lorenzo in Vallegrascia – Ph. sx “I Luoghi del Silenzio.it”, Ph. dx Rosangela Censori

Chiesa di Santa Maria in Pantano

Seguendo il Sentiero dei Mietitori, attraversiamo il piccolo abitato di Vallegrascia e continuando in direzione del Vettore, giungiamo attraversando freschi boschi e ricchi pascoli, presso la piccola Santa Maria in Pantano. Davvero antica, risalente addirittura del IX secolo, sfoggia al suo interno gli splendidi affreschi di Martino Bonfini che ha voluto rappresentare le ancestrali dame di queste montagne: le Sibille. Se la preparazione fisica ve lo consente da questa chiesa inizia uno splendido trekking: l’ambita meta è la vetta del Monte Vettore. La chiesa in seguito al terremoto ha presentato gravi danni strutturali: oggi Santa Maria in Pantano appare quasi completamente crollata e necessita di interventi urgente di recupero sia per il valore storico-culturale che per le valenze simboliche che essa ha assunto nei confronti di appassionati di escursionismo e le comunità locali.

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Chiesa di Santa Maria in Pantano – Ph. sx dal sito “I Luoghi del Silenzio.it”, Ph. dx Alessio Marini

Dobbiamo far fronte ai danni del sisma sui beni storico-artistici dei Monti Sibillini per non dimenticare le tante meraviglie del nostro territorio. Il terremoto è un evento naturale impossibile da prevedere e può avere potenza distruttiva dirompente sui tanti e diffusi monumenti storici dell’Appennino. Nostro compito ed interesse è impegnarci a preservare queste testimonianze di epoche passate che hanno contribuito a rendere la nostra comunità così ricca e coesa. Oltre ad essere simbolo di spiritualità e preghiera, queste piccole chiese perdute tra vallate e montagne rappresentano un patrimonio artistico di incommensurabile valore e abbiamo il dovere morale e civile di ricostruirle. Se non lo facessimo perderemmo, tra i ruderi di cripte ed absidi e le macerie di preziosi affreschi, non solo opere d’arte uniche ma anche una parte di noi stessi.

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