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ABC del Trekking: Istruzioni per l’uso

Il trekking, come qualsiasi disciplina sportiva, richiede un abbigliamento specifico e un minimo di attrezzatura che è, per fortuna, alla portata di tutte le tasche.

Scarponi – sono la componente essenziale del nostro abbigliamento, i piedi sono la risorsa più preziosa dell’escursionista e vanno trattati con la dovuta attenzione proteggendoli da intemperie e imprevisti dell’itinerario.La scarpa deve essere solida, comoda, non stringere e non provocare dolori permettendo un movimento fluido ed elastico.
Gli scarponcini bassi sono perfetti per camminate su strade montane asfaltate o passeggiate tra i boschi ma non offrendo protezione alla caviglia non sono idonee sui sentieri.
Gli scarponi più adatti a uscite su sentieri di media difficoltà sono piuttosto alti e proteggono la caviglia seguendola nei movimenti,
Una buona scarpa da trekking deve essere realizzata con materiale impermeabile che sia pelle, tessuto o Gore-Tex che assolvono perfettamente a questa funzione.
Si consigliano le suole Vibram in associazione a Gore-tex, cordura o nabuk, materiali di qualità ormai comprovata, resistenti e affidabili. Il Gore-tex è una membrana interna che permette al piede di traspirare, cordura e nabuk sono materiali esterni resistenti.
Prima di comprare lo scarponcino è bene considerare che lo si indosserà coi calzettoni, è necessario portarli per la prova e ricordate di simulare la discesa per verificare la comodità di piede e caviglia in questa situazione.
Il tipo di scarponi da scegliere varia a seconda del terreno, dell’utilizzo e della frequenza annuale delle uscite che si intendono fare. E’ bene richiedere almeno mezza misura in più della taglia usuale. Se pensate di fare trekking assiduamente, non lesinate sul prezzo, facendo la scelta giusta, gli scarponi vi accompagneranno per anni e anni con soddisfazione.

sasso simone

Abbigliamento a strati – Il passo successivo è l’abbigliamento. è bene tener presente il principio fondamentale degli strati sovrapposti (“a cipolla”). Per ottenere una protezione efficace contro il freddo e il vento è meglio ricorrere a numerosi capi di vestiario relativamente sottili e leggeri piuttosto che ad uno strato spesso e pesante. Vestirsi “a cipolla” consente di adeguare con facilità il grado di copertura col variare delle condizioni climatiche e di affidare agli strati dell’abbigliamento le diverse finalità da assolvere:

1. Capacità di traspirare a contatto con la pelle

2. Isolamento da caldo e freddo

3. Protezione da vento e pioggia.

1° strato: abbigliamento intimo e comfort – riguarda gli indumenti a contatto della pelle i quali devono assorbire il sudore ed espellerlo nel minor tempo possibile.
Questi indumenti devono essere morbidi, elastici, privi di cuciture che causano arrossamenti e vesciche. In questo caso, esistono materiali tecnologici come il polipropilene migliori di fibre naturali (lana e cotone). Magliette intime in polipropilene trattengono il calore e sono leggere, confortevoli e traspiranti oltre ad asciugarsi in tempi ridotti, fattore da non sottovalutare nel caso di trekking di più giorni.

2° strato: isolamento e calore – questo strato riguarda gli indumenti intermedi ciioè pantaloni, maglioni e giacche, necessari a creareun’ulteriore barriera termica. Quando la temperatura ambientale scende al di sotto di una certa soglia ed il primo strato non è più sufficiente a garantire una temperatura costante, occorre creare una barriera intorno al corpo, al fine di isolare questo dall’aria fredda che ci circonda.

Anche questo secondo strato deve essere anche traspirante.

Per i guanti, berretti, passamontagna, giacche e pantaloni il materiale di riferimento è il pile in poliestere, materiale che permette la realizzazione di capi con un elevato potere termico col vantaggio costituito da leggerezza e velocità di asciugatura. Per quanto riguarda i pantaloni tecnici, i migliori in tre pezzi, da evitare jeans e pantaloni di velluto.

3° strato: guscio protettivo – è lo strato che isola il corpo contro i fenomeni atmosferici quali vento, pioggia e neve. Il guscio deve costituire una barriera intorno al corpo per evitare che il vento ci raffreddi o che l’acqua vada a bagnare 1° o 2° strato.

Questo strato deve essere impermeabile ma traspirante per permettere a quanto traspira dal corpo di evaporare. Il tessuto usato per i capi protettivi è composto da membrane impermeabili che presentano micropori che permetteno il passaggio della traspirazione corporea impedendo il passaggio di gocce d’acqua notevolmente più grandi. Meno indicati gli ombrelli in quanto potenzialmente pericolosi in caso di temporali e le mantelle, in quanto non traspiranti.

parco naturale monte san bartolo

Bastoncini telescopici – si tratta di un’attrezzature che divide i trekker. Sicuramente aiutano a scaricare il peso del corpo, soprattutto in discesa e con notevole sollievo per le articolazioni. Inoltre permettono l’utilizzo delle braccia nella progressione in salita, aiutano l’equilibrio se utilizzati in coppia. La lunghezza del bastoncino deve permettere di tenere un angolo retto tra il braccio e l’avambraccio durante l’appoggio.

Zaino da trekking – va selezionato in base al tipo di attività che si intende svolgere: per gite giornaliere si consiglia uno zaino di capienza 30 lt,, per trekking di lunga durata la capacità consigliata è di 70 lt. Per l’acquisto di uno zaino è necessario considerare alcuni fattori: la forma, la leggerezza, l’imbottitura degli spallacci, i sistemi di regolazione, il numero di tasche ed aperture e la possibilità di poter fissare in modo comodo e sicuro il materiale che si intende trasportare. Per quanto riguarda le tasche presenti sulla superficie esterna, sono consigliabili scomparti a scomparsa in quanto più grandi sono le tasche esterne minore è la stabilità del carico. Questo è dovuto al fatto che allontaniamo il baricentro dello zaino verso l’esterno costringendo il corpo ad assumere posizioni innaturali e di disequilibrio. Esistono alcuni modelli di zaini specifici per donne, dotati di dorso ridotto, cinghia ventrale più stretta, spallacci sagomati per le spalle femminili e che non creano fastidi al seno. Tra gli accessori, è utile il coprizaino: alcune marche lo includono nella tasca superiore o inferiore dello zaino.

Accessori per il trekking – una lista indicativa di quanto occorre per il trekking, da adattare a seconda di stagione, località e tipo e durata del trekking .

(inverno)
•guanti e cappello;
•occhiali da sole (neve)
•ghette da neve;
•coprizaino;
•maglione in pile;
•giacca a vento o guscio esterno;
•torcia elettrica;
•calzettoni di ricambio;
•barrette e snack;
•borraccia da 1 lt.;
•coltellino milleusi;
•bastoncini telescopici;
•binocolo e macchina fotografica.
(estate)
•cappellino da sole;
•occhiali da sole;
•crema solare;
•giacca antipioggia;
•asciugamano sintetico;
•torcia elettrica;
•borraccia da 1,5 lt;
•coltellino milleusi;
•barrette e snack;
•bastoncini telescopici;
•binocolo e macchina fotografica.

Alimentazione e idratazione – l’acqua è la principale sostanza di cui siamo composti e un corretto approvvigionamento è essenziale.
La quantità di acqua da portare dipende dalla stagione, da lunghezza e difficoltà dell’itinerario, dalla temperatura e dalla possibilità o meno di approvvigionarsi durante il cammino, dalla lunghezza del sentiero.
Indicativamente sono sufficienti da uno a due litri d’acqua, non sono necessari integratori vitaminici e si sconsigliano bibite gassate e bevande alcoliche.
Per quanto riguarda il cibo si devono privilegiare alimenti facilmente digeribili e proporzionati alla durata e difficoltà dell’itinerario. Sicuramente sono comode frutta secca, barrette e snack a base di cereali, frutta e verdura fresca.

monte nerone