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Cromatismi dei Sibillini: Lago di Pilato e Fiorita di Castelluccio

Cromatismi dei Sibillini: Lago di Pilato e Fiorita di Castelluccio

Ammirare la natura in tutte le sue forme camminando lungo sentieri montani e attraversando vallate magnifiche. Le emozioni sono uniche, la fatica c’è, la compagnia è giovane e simpatica. Fa molto caldo ma non ci spaventiamo. Giada è una giovane guida naturalistica molto competente, è lei che ci accompagna in questo meraviglioso viaggio nella natura.

1° giorno, 2 Luglio 2016
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L’appuntamento è a Forca di Presta, un valico appenninico a quota 1.550 metri che divide il territorio della provincia di Ascoli Piceno nelle Marche da quello della provincia di Perugia in Umbria. Alla partenza siamo in 24, 6 uomini e 18 donne: una maggioranza bulgara! E’ tardi, sono le dieci e un quarto, dobbiamo arrivare al Lago di Pilato percorrendo un sentiero di circa 5 chilometri. Nessun albero, tutto alla luce del sole.

Salendo si apre alla nostra sinistra la piana di Castelluccio, ne approfittiamo per la prima sosta e per lo scatto di qualche foto. Il sentiero è pulito, regolare, in costante ascesa, la segnaletica è ben visibile, difficile perdersi. Dopo un tratto ripido molto scivoloso a causa della ghiaia arriviamo al rifugio “Tito Zilioli”, quota 2.250 metri. Qui c’è una lunga sosta. Ci giriamo verso destra e la croce del Monte Vettore, la vetta più alta dei Sibillini, è lì a portata di mano.
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La salita (fuoriprogramma) al Monte Vettore

Purtroppo non è previsto nell’itinerario di oggi ma alcuni di noi vorrebbero provare a salire. Parliamo con la Giada, la nostra guida, che ci dà l’ok e l’appuntamento al Lago di Pilato. Andiamo in quattro, siamo responsabili di noi stessi. In circa mezz’ora dal rifugio dopo una bella salita (abbastanza ripida ma non difficile) arriviamo ai 2.476 metri del Monte Vettore (dal latino Victor, vincitore). La vista dalla vetta è magnifica: ad est c’è il litorale marchigiano un po’ offuscato dalla forte umidità, a sud-est si notano le vette della Laga e dietro, un po’ coperto dalle nuvole, anche il Corno Grande, mentre a sud-ovest il Terminillo e verso nord le altre vette dei Sibillini.

Mangiamo un panino e, velocemente, raggiungiamo il gruppo al Lago di Pilato. La discesa è molto ripida ma la affrontiamo bene. All’improvviso il paesaggio cambia: da una ricca vegetazione si passa alle rocce e il sentiero, poco prima di arrivare al lago, è ripido e stretto. Eccoci ai 1.941 metri del Lago di Pilato, un lago di origine glaciale di grande interesse per naturalisti e biologi.

Le sue acque ospitano un endemismo peculiare, una specie autoctona di gambero, il “Chirocefalo del Marchesoni”. Questo gamberetto, dal colore rossastro, raggiunge una lunghezza di 9-12 mm e si muove nuotando all’indietro con il ventre rivolto verso l’alto. Depone le uova sulle rocce, per cui bisogna stare molto attenti e non avvicinarsi troppo alla riva.
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Qui facciamo una lunga sosta con caffè e foto di gruppo. Intorno alle 14.30 ripartiamo, è lo stesso percorso dell’andata. Risaliamo al rifugio per poi scendere di nuovo a Forca di Presta dove sono le nostre auto. Oggi abbiamo percorso circa 10 chilometri (per chi è andato sul Vettore due in più) e un dislivello di circa 1.000 metri. Concludiamo la giornata con un bell’aperitivo al Bar-Rifugio degli Alpini “Giovanni Giacomini”. Da qui ci spostiamo con le auto verso Norcia dov’è  l’agriturismo: cena e poi a letto.

2° giorno, 3 Luglio 2016

Colazione alle 8 e partenza alle 9 verso la piana di Castelluccio di Norcia. Oggi il percorso è di sola andata (circa 8 chilometri, dislivello basso, 200 metri), per cui sarà necessario organizzarsi con le macchine. In cinquanta minuti, causa traffico, siamo al parcheggio sulla piana dove lasceremo tre auto, con le altre ci spostiamo verso Pian Perduto.
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Da qui inizia un comodo sentiero tra sterrate e fioriture (meravigliose!) che ci conduce al borgo di Castelluccio. C’è la sosta per visitare il borgo e ne approfittiamo per pranzare. Prima di andare via è d’obbligo comprare i prodotti tipici come le lenticchie e i salumi. La discesa verso la piana è ripida, il panorama è fantastico.

Scendiamo un attimo per ammirare da vicino la fioritura, quest’anno un po’ scarsa a causa del clima ma comunque suggestiva. Alle 15 circa siamo al parcheggio: dietro di noi la fioritura, Castelluccio sullo sfondo e dietro i monti Sibillini: un quadro! Le tre auto che avevamo lasciato qui riportano gli autisti a prendere le altre macchine e noi attendiamo prendendo un po’ di sole che va e viene. La giornata, però, non è finita qui: è previsto il rafting al fiume Corno, in alternativa il bagno nel fiume.

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di Luca Venanzi

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