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trekking Marocco

Marocco, trekking nel deserto tra berberi e carovane

Marocco, trekking nel deserto tra berberi e carovane

E’ estate. In agenzia è una di quelle giornate in cui si attendono le ore serali con trepidazione per via del caldo asfissiante che si percepisce in ufficio.

Nonostante questo, stiamo decidendo la meta per i viaggi di Capodanno e tentiamo di calarci nell’atmosfera del freddo umido invernale per individuare le mete migliori.

Alla fine la spuntano le atmosfere berbere del deserto del Sahara e i colori e profumi di Marrakesh e della via delle kasbah. Trascorso qualche mese e completato il gruppo, ci accorgiamo che la decisione è stata davvero felice.

Per spostamenti, logistica e guide nel deserto il nostro supporto locale è la comunità di M’Hamid, la porta settentrionale del deserto del Sahara.

Il viaggio in pulmino per raggiungere questa località è incantevole.

m'hamid

 

Il colore dominante del paesaggio muta continuamente le proprie sfumature, si passa da montagne color rosso ocra ad un rosa antico, dal grigio tortora al color mogano.

Le tortuose vie delle catene montuose dell’Alto e dell’Anti Atlante che superiamo sono davvero spettacolari e non possiamo mancare la visita ad una delle tante cooperative femminili che lavorano l’Argania spinosa (meglio nota come Argan), uno degli alberi più antichi del pianeta. Da tempi antichi l’olio di Argan viene prodotto dalle popolazioni nordafricane per salute e bellezza rallentando il manifestarsi dei segni dell’invecchiamento ed è tuttora largamente apprezzato e diffuso anche per l’utilizzo alimentare.

Le Kasbah fortificate e la Porta del deserto

Durante il viaggio, ammiriamo le magnifiche kasbah di Telouet e Ait Ben Haddou, elementi tipici dell’architettura berbera. La kasbah è il villaggio fortificato, ha una struttura quadrata circondata da torri e mura, il cui nucleo centrale è costituito da abitazioni e dal granaio.

Davvero interessante è il materiale con cui sono costruiti gli edifici marocchini tradizionali, si tratta erg chigagadel famoso pisé, un’impasto di paglia sminuzzata e argilla cotta al sole, un’antica tecnica oggi tanto cara al settore della bioedilizia. Al terzo giorno di viaggio incontriamo finalmente il deserto del Sahara, il più vasto deserto del pianeta, esteso attraverso l’intero continente africano dall’Atlantico al Mar Rosso.

Le guide berbere Mohamed, Mohamed ed Ysmail e tre dromedari ci conducono per quattro giorni lungo un paesaggio che è davvero mutevole rispetto a quanto ci si attenderebbe per un deserto. Incontriamo il deserto tabulare, fatto di roccia nuda, levigata e lavorata dal vento, frammentata in schegge acute e taglienti, il cosidetto ḥammāda.

Conosciamo il deserto che si presenta come distesa di ciottoli e ghiaie, denominato serir.

E giungiamo infine all’erg, il deserto a dune, una meraviglia dorata e dall’aspetto setoso che in questo caso prende il nome di “erg Chegaga”.

Le giornate nel deserto sono indimenticabili: la fretta, le preoccupazioni, le ansie svaniscono nel seguire i passi ciondolanti dei dromedari carichi di bagagli, tende e viveri.

Il pranzo è preparato con cura dalle guide nelle ore più soleggiate, sorseggiando un tè marocchino all’ombra dei tamerici. Sul fare del tramonto, ogni giorno si prepara il campo tendato, scegliendo la posizione più riparata e montando le tende da campeggio.

E’ anche l’orario giusto per raccogliere rami e tronchi di tamerici secchi destinati ad alimentare uno dei momenti più intensi del nostro viaggio: il falò serale.

Un Capodanno insolito e specialespezie marrakech

Davanti alle fiamme che ondeggiano consumiamo anche il nostro “cenone” di Capodanno.

Le portate sono semplici, è l’atmosfera che lo rende eccezionale: i volti sorridenti dei compagni di viaggio e le musiche cantate dei giovanissimi berberi fanno da corollario alla beata tranquillità di questo luogo magico.

Infine, Marrakesh coi suoi colori vivaci e profumi intensi è l’ultima tappa del nostro viaggio.

Il suq è un tuffo nel nucleo pulsante della città: si tratta di un mercato organizzato in corporazioni e vi troviamo professioni e arti ormai perdute nelle città occidentali, come i laboratori di ceramica e le concerie di strada.

Grazie Marocco e arrivederci a presto!

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