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Monte Petrano, l’altopiano fiorito

Monte Petrano, l’altopiano fiorito

Il Monte Petrano appartiene alla porzione più settentrionale della dorsale Umbro-Marchigiana, leggermente staccata dalla vicina linea spartiacque, ed è avvolto dalle valli dei fiumi Burano, che lo separa dal gruppo del Monte Catria, e del torrente Bosso che lo divide dal Monte Nerone. Il bacino idrografico è quello del fiume Metauro, in cui confluiscono tutte le acque del comprensorio.

La posizione di cui gode è privilegiata e splendida, essendo un magnifico piano d’altura, oltre i mille m di quota: a nord-est la Gola del Furlo e la costa, e a sud–ovest le Serre di Burano col Bosco di Tecchie, piccolo gioiello naturalistico, e i più dolci rilievi umbri. Nelle giornate migliori si vedono le terre del Montefeltro, Monte Carpegna, Sasso Simone, Alpe della Luna e le propaggini più meridionali del Casentino.

crochi fioriti

Massiccio calcareo ricco di fossili ed Ammoniti

La natura geologica del Petrano è simile ai vicini gruppi di Monte Nerone, Monte Catria e Monti del Furlo: calcari e calcari marnosi. Le sue rocce si son sollevate “solo” 15 milioni di anni, ma si originarono per sedimentazione marina a partire da 200 milioni di anni fa, nel periodo Giurassico, quando il dominio era dei dinosauri e l’ambiente simile agli odierni atolli tropicali: mari caldi, fondali bassi, barriere coralline. Nelle zone soggette a frane si rinvengono numerosi fossili, in particolare le Ammoniti, cioè Molluschi Cefalopodi a forma di spirale, abbondantissimi un tempo per numero e varietà di specie, estintisi contemporaneamente ai dinosauri 65 milioni di anni fa.

I prati sommitali in primavera sono una tavolozza splendida di colori. Tante sono le specie di Orchidee, ma il Petrano è celebre per il Narciso dei poeti. Si riconoscono per i 6 petali bianchi e la “tazzina” (si chiama paracorolla) gialla a bordo arancione che avvolge gli organi fiorali. Un fiore delizioso, endemico dell’Appennino italiano è la Viola di Eugenia, che può presentarsi in due varianti, a cromatismo violaceo o giallo. Infine il piccolo Nontiscordardimè: il suo nome latino Myosotis sta a significare “orecchio di topo”, ricordandone la forma.

Enogastronomia e Attività

neve

Nel distretto montuoso del Petrano segnaliamo tante vartietà di funghi, ed in particolare i poco noti ma gustosi “turini” e prugnoli, da impiegare per condire tagliatelle e ravioli; il pane “sciocco” (a lievitazione naturale) e la crescia alla graticola; la polenta alla carbonara, tagliata con il filo e condita con del sugo bianco o anche con le lumache; le pappardelle alla lepre e i ravioli di carne e spinaci;  Ai dolciumi può essere accompagnato il “Visner“, vino aromatizzato alle visciole, o il vin santo.

Grazie ai forti venti che spesso soffiano nella zona i prati sulla sommità costituiscono il posto ideale per la pratica di attività come kite buggying e kite landboarding che prevedono l’utilizzo di aquiloni da trazione.