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I Guardiani del bosco: i Picchi delle Marche

I Guardiani del bosco: i Picchi delle Marche

I Picchi, Guardiani del bosco. Questi uccelli hanno fatto dell’abilità nel muoversi lungo i tronchi, nell’utilizzare le cavità del legno per riprodursi e nello scavare nel materiale vegetale per alimentarsi, la chiave del loro successo. Si tratta di veri esperti nell’uso del becco e della lunga lingua retrattile, esperti nell’estrarre le loro prede dalla corteccia, dal legno o dal terreno. Un’alimentazione insettivora non significa una uniformità di “gusti” dei picchi, che al contrario, mostrano una separazione tra le diverse specie sia per quel che riguarda le preferenze alimentari sia in riferimento alla modalità di ricerca delle prede. Ma vediamo nel dettaglio quali sono le 5 specie marchigiane più diffuse…

monte nerone

Picchio verde (Picus viridis)

Specie da conoscere assolutamente è l’uccello “sacro” ai marchigiani, il Picchio verde. E’ presente nello stemma regionale in quanto ricorda l’episodio della colonizzazione del Piceno ad opera delle popolazioni Sabine. Infatti, durante il Ver Sacrum, l’antica tradizione dell’attraversamento dell’Appennino, un Picchio verde si sarebbe posato sul vessillo sabino e da allora sarebbe diventato l’uccello totemico e sacro dei primi coloni del Piceno. Questa specie ha il più alto livello di selezione alimentare, nutrendosi quasi esclusivamente di formiche che cattura al suolo, invischiandole con la mobile lingua.

Picchio rosso maggiore (Dendrocopos major)

Al contrario, il Picchio rosso maggiore ha la dieta più varia, comunque dominata dagli insetti (occasionalmente uova e nidiacei di altri uccelli o parti vegetali) dovuta al suo eclettismo, al becco relativamente corto e massiccio e alle grandi doti di arrampicatore. A dispetto del nome. non aspettatevi un uccello di colore rosso, in verità i colori dominanti sono il bianco e il nero. Questo picchio (e non è l’unica specie) assolve un rilevante ruolo ecologico, contribuendo al controllo delle popolazioni di insetti fitofagi che danneggiano le piante ospiti creando cunicoli sotto la corteccia e che minano l’integrità strutturale dei tronchi facilitando l’attecchimento di parassiti.

La rimozione di questi insetto ad opera dei picchi ha un effetto benefico per l’albero e l’attività di disinfestazione svolta da questi uccelli arboricoli compensa largamente il “danno“ arrecato alla singola pianta dallo scavo della cavità-nido. Inoltre, laddove è entrato in azione un picchio e il suo “scalpello”, altre specie di uccelli come Cinciallegra, Torcicollo e Codirosso possono trovare nuove opportunità alimentari e sfruttare le cavità ottenute come nidi.

picchio rosso maggiore

Picchio rosso maggiore – Ph. Claudio Bruscoli

Picchio rosso minore (Dendrocopos minor)

E arriviamo al Picchio rosso minore, il “fratello” più schivo e solitario. Sicuramente presente nei boschi più maturi della regione, dalle faggete ai castagneti o nei boschi ripariali più rigogliosi come nella Riserva Naturale Ripa Bianca di Jesi. E’ difficile da osservare a causa delle minute dimensioni (è più piccolo di un passero) e della livrea poco vistosa. Analogamente al Picchio rosso maggiore e al Picchio verde, presenta un volo ondulato che assomiglia a quello di una delicata farfalla. Il Picchio rosso minore si fa però ascoltare ed è proprio la voce uno degli elementi che permette di rilevarlo con più facilità: il canto è una serie ripetuta di note sonore simile ad una piacevole risata. Ancora meno nota è la presenza del Picchio rosso mezzano la cui presenza nelle Marche appare davvero rara e che comunque meriterebbe ulteriori ricerche.

Torcicollo (Jynx torquilla)

Nel mese di aprile è facile ascoltare nelle campagne marchigiane il canto del Torcicollo. Si tratta dell’unico Piciforme europeo con comportamento migratorio e quartieri di svernamento subsahariani (a sud del grande deserto). Rispetto ad altri picchi, è dotato di un becco corto e conico, da Passeriforme più che da picchio e infatti questa specie è inadatta allo scavo nel legno e concentra la sua attenzione alimentare prevalentemente su formiche, riproducendosi in cavità già disponibili o preparate dai suoi congeneri. Il suo nome deriva dall’atteggiamento che questo picchio manifesta a scopo difensivo che imita i movimenti di un serpente: il Torcicollo infatti, se minacciato rotea sinuosamente il capo in direzione dell’aggressore.

Torcicollo Ph. Romina Angeli

Torcicollo – Ph. Romina Angeli

Un intruso: il Picchio muratore (Sitta europaea)

Infine, a dispetto del nome, incontriamo non un vero picchio, ma un Passeriforme, il Picchio muratore. Questa specie nidifica in cavità (naturali o scavate da veri picchi), il cui ingresso viene ridotto opportunamente modellandone i bordi con fango o argilla e da questa sua abilità ne deriva il nome. E per ultimo ma non meno interessante, un altro “falso” picchio, il Picchio muraiolo, un piccolo fantasma alato che si arrampica tra gole e pareti alla ricerca di piccoli insetti e da noi osservato di recente alla Gola di Frasassi…

picchio muratore

Picchio muratore – Ph. Roberto Ceccucci

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