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Vita sotto-sopra: i segreti dei pipistrelli delle Marche!

Vita sotto-sopra: i segreti dei pipistrelli delle Marche!

Nell’immaginario collettivo occidentale questi piccoli volatori notturni hanno sempre avuto una nomea certamente poco invidiabile. Spesso infatti il diavolo viene rappresentato con ali che ricordano quelle di un pipistrello così come i demoni che si nutrono di sangue sono sempre a loro associati.

Nei paesi orientali la percezione di questi animali assume ulteriori sfumature: a volte diventa piatto irrinunciabile dei banchetti nuziali (Filippine, Malesya e Vietnam), altre simbolo di fortuna da disegnare sulle porte all’inizio del nuovo anno (Cina). Per concludere con le stranezze, nelle antiche culture indios dell’America Latina i pipistrelli erano considerati intermediari tra l’uomo e il divino, quindi venerati come esseri detentori di speciali capacità.

Miniottero – PH. Giada Giacomin http://www.ilponticello.net

Miniottero – PH. Giada Giacomini http://www.ilponticello.net/

Ma al di là delle tante leggende, stravaganti miti e credenze popolari (tra cui l’idea che si tuffino e si impiglino inesorabilmente tra i capelli), i pipistrelli sono un gruppo di mammiferi che riservano innumerevoli sorprese e suscitano la curiosità di chiunque sia in grado di andare al di là dell’ordinario.

L’unico mammifero capace di volo attivo

Sono l’unico mammifero capace di volo attivo (lo scoiattolo volante è infatti un planatore) e non tutti siamo consapevoli che nel Mondo esistono più di 1100 specie di Chirotteri (ossia pipistrelli) che si distribuiscono su tutte le terre emerse (esclusi i poli) e vantano rappresentanti di tutti i regimi alimentari mangiando, a seconda delle specie, nettare, frutta, carne (di altri pipistrelli, piccoli mammiferi o uccelli), sangue e infine insetti. Contro ogni aspettativa creata dai luoghi comuni, che li vedono portatori di aguzzi canini atti a succhiare il sangue, solo 3 specie sono ematofaghe nutrendosi di sangue di animali al pascolo. Tutte e 3 sono di origine latino-americana e, detto fra noi, non sono i canini ad essere affilati (come nel famoso Dracula di Bram Stoker) ma gli incisivi…molto più comodi per fare dei sottili taglietti essendo posizionati più avanti rispetto ai canini.

Rinolofo maggiore – PH. Giada Giacomini http://www.ilponticello.net/

Rinolofo maggiore – PH. Giada Giacomini http://www.ilponticello.net/

Ma veniamo alle specie che abitano nel nostro territorio. La nostra piccola penisola italiana vanta ben 33 specie confermate!! Tutte insettivore ma con caratteristiche che li distinguono l’una dall’altra in base alla forma (dell’ala, delle orecchie e del muso), colore del pelo, dimensione, preferenze di ambienti ed emissioni sonore. 
Sono tante le peculiarità di questo incantevole gruppo di animali ma ora occupiamoci delle curiosità di alcune delle specie più interessanti della Regione Marche.

Miniottero (Miniopterus schreibersii)

Il Miniottero (Miniopterus schreibersii) è una specie che predilige l’ambiente ipogeo, ossia grotte, cave o tunnel, durante tutte le fasi del ciclo biologico. Le femmine si raccolgono in colonie che possono arrivare anche a migliaia di individui e nelle grotte del Parco Regionale Gola della Rossa e di Frasassi si trovano colonie tra le più importanti d’Europa con 12.000 individui.

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Colonia Miniotteri – PH. Giada Giacomini http://www.ilponticello.net/

Ferro di cavallo maggiore (Rhinolophus ferrumequinum)

La meravigliosa residenza sforzesca del 1500, Villa Imperiale, sita nel Parco Naturale Monte San Bartolo è un esempio di equilibrio tra natura ed architettura ed è forse per questo motivo che un gruppo di Ferro di cavallo maggiore si è qui stanziato. Come gli altri della famiglia dei Rinolofidi, il Ferro di cavallo maggiore (Rhinolophus ferrumequinum) è dotato di una particolare formazione cutanea sul naso denominata foglia nasale. Questa specie infatti emette gli ultrasuoni non dalla bocca, come gli altri pipistrelli fino ad’ora citati, ma dal naso. Questo fa si che la sua precisione e direzionalità sia assoluta. Si nutre di farfalle e coleotteri che aspetta appeso a testa in giù analizzando lo spazio con il suo radar e una volta individuata la preda la insegue e la cattura con gli arti posteriori.

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Rinolofo maggiore – PH. Giada Giacomini http://www.ilponticello.net/

Nottola di Leisler (Nyctalus leisleri)

Tutte le specie di pipistrello in autunno si spostano dai rifugi estivi a quelli di svernamento (dove passano l’inverno in letargo) ma la Nottola di Leisler (Nyctalus leisleri) compie delle vere e proprie migrazioni e può percorrere anche 1200 Km in pochi giorni! In autunno i maschi occupano delle cavità di vecchi e grandi alberi e iniziano a sfoderare il meglio delle loro doti canore. Producendo dei veri e propri canti (sempre nello spettro dell’ultrasonoro) attraggono un harem di perfino 10 femmine.

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Nottola di Leisler – PH. Giada Giacomini http://www.ilponticello.net/

Orecchione bruno (Plecotus autitus)

Già il nome comune dell’Orecchione bruno (Plecotus autitus) ci fa intuire che la caratteristica che più colpisce di questa specie sono gli enormi padiglioni auricolari. Le sue orecchie corrispondono ai 2/3 della lunghezza del corpo influenzando la dinamica del volo tramite un “effetto vela” che frena e rende più difficoltoso lo spostamento. E allora perché avere delle orecchie così grandi? I pipistrelli producono dei suoni per localizzare, tramite gli echi di ritorno, le loro prede e l’Orecchione bruno emette dei suoni a intensità molto bassa.

I grandi padiglioni sono quindi essenziali per poter raccogliere gli echi dei sussurri che risultano impercettibili per i pipistrelli normodotati in ambito di orecchie.
E sono sicura che capirete bene anche il problema del freddo alle orecchie, a chi non è capitato di averle congelate in inverno? Lo sventurato Orecchione è costretto a metterle sotto braccio durante i periodi di letargo per non farle freddare troppo e mantenerle alla stessa temperatura corporea! Ma tutto questo non lo ha fermato, continua a volare.

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Orecchione – PH. Giada Giacomini http://www.ilponticello.net/

Vespertilio di Daubenton (Myotis daubentoni)

Il Vespertilio di Daubenton (Myotis daubentoni) è un piccolo pipistrello dalla pancia bianca che predilige aree umide e boscose. Vola scandagliando la superficie dell’acqua a pochi centimetri da essa, si esibisce in un’elegante danza che ha lo scopo di catturare le sue prede predilette: insetti acquatici ed occasionalmente avannotti di pesci.

Inutile ripetere che i pipistrelli sono animali pieni di segreti che non finiscono di stupirci. Conoscerli è necessario per imparare ad apprezzarne la peculiarità e rispettarne la natura permettendone la conservazione. Quando in estate li vedrete svolazzare intorno ai lampioni ricordate che non solo si nutrono di insetti molesti e dannosi per l’agricoltura ma sono anche indicatori di qualità ambientale. Il guano di pipistrelli è un eccellente fertilizzante ed averli come inquilini nel sottotetto d’estate o in cantina d’inverno è un ottimo esempio di convivenza uomo-animale e, tornando alla cultura cinese, simbolo indiscusso di fortuna.

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