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I più bei castelli e fortezze dimenticati delle Marche – parte 1a

I più bei castelli e fortezze dimenticati delle Marche

Vagando per le colline e le valli della nostra splendida Regione Marche spesso ci troviamo di fronte agli scheletri di quelli che erano antiche rocche e castelli ma che oggi si presentano come tenaci ruderi posti su poggi, alture e punti panoramici. Serve molta fantasia per immaginarli nel massimo del loro splendore quando i Signori del possedimento ne ordinavano la massima cura sia estetica che funzionale. Questi luoghi infatti non erano solo strumenti di difesa, scenario di accordi politici e di insurrezioni popolari ma anche teatri di vita quotidiana dove la famiglia nobile e la sua servitù si dedicavano, rispettivamente, a piaceri e doveri.

I castelli risultano essere luoghi freddi, bui e spesso umidi è per questo che i nobili cercavano nella caccia e nei tornei il modo di colorire le proprie giornate. Il feudalesimo e il medioevo ci hanno lasciato diverse interessanti fortificazioni, molte di esse recuperate e valorizzate, altre invece diroccate e che, stremate e bellissime, continuano a difendere fino alla fine i loro poggi e valli sottostanti.

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Ruderi del Castello dei Mondelacasa (Muracci) – Ph. Marco Caldari

Castel dei Pecorari (Piobbico, PU)

Arroccato sulla collina Monte della Croce (551 m s.l.m.), con la vista sull’affascinante valle del fiume Candigliano all’altezza del paese di Piobbico (PU), si erge il Castello dei Pecorari ormai rappresentato solo da splendidi ruderi. Il nome deriva da una famiglia locale, i Pecorari appunto, ma passò sotto il dominio dei Brancaleoni prima e degli Ubaldini poi. Abitato fino al 1930 fu parzialmente smantellato per costruire una casa colonica che poi cadde in disuso. Un sentiero nel bosco, all’interno del circuito escursionistico del Monte Nerone, conduce fino all’arco d’entrata ancora integro del castello, simbolo della sua antica potenza.

A circondare questo luogo troverete ottime more di rovo in estate e l’avvolgente profumo dei fiori di caprifoglio in primavera. Poco distanti e raggiungibili tramite ripidi sentieri troviamo anche il Castello dei Mondelacasa, prima residenza dei signori di Piobbico, i potenti Brancaleoni, i cui ruderi si ergono a dominare l’abitato di Piobbico e la selvaggia Gola dell’Infernaccio. E ancora meritano un’escursione i ruderi del Castello della Carda (la “Cardaccia”) dei vicini e rivali Conti Ubaldini di Apecchio e il poco distante crinale del Monte Cardamagna (962 m).

castel pecorari Ph. Claudio Bruscoli

Castel dei Pecorari – Ph. Claudio Bruscoli

Rocca degli Ottoni (Matelica, MC)

Alle pendici del Monte San Vicino, nella Provincia di Macerata, a 660 m s.l.m. sorge la Rocca degli Ottoni anche nota con il nome dispregiativo di Roccaccia. Le origini della fortezza sono sconosciute e questo contribuisce ad alimentare l’alone di mistero che l’avvolge. Con la sua forma arcigna se ne sta sul suo poggio probabilmente dal X secolo e fu  nel XIV-XV secolo che raggiunse il massimo splendore sotto la giurisdizione della famiglia degli Ottoni, signori di Matelica, rappresentandone il simbolo di potere politico e militare. Nel 1564, sconfitti gli Ottoni, la rocca venne distrutta con il consenso della popolazione desiderosa di cancellare il ricordo delle lotte sanguinose qui consumatesi durante i conflitti tra signoria e cittadini dovuti al forte despotismo della famiglia.

I ruderi che rimangono del castello spuntano dalla vegetazione che qui ha preso dimora quasi a volersi liberare da essa e dagli avvenimenti del passato. La Rocca degli Ottoni si sviluppa su più livelli, si fa notare per lo spettacolare arco ogivale e su di essa aleggiano numerose leggende tra cui una di queste narra della presenza di tunnel sotterraneo che collegherebbe la Roccaccia al Palazzo degli Ottoni
e al Monte San Vicino. Purtroppo lo stato di conservazione della rocca è pessimo e sarebbero urgenti interventi di consolidamento per evitare nuovi definitivi crolli. La rocca è raggiungibile a piedi partendo da località Macere (poco distante da Cerreto d’Esi) e si trova all’interno della neonata Riserva Naturale del Monte San Vicino e Monte Canfaito.

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L’inconfondibile sagoma del Monte San Vicino – Ph. Claudio Bruscoli

Rocca Varano (Camerino, MC)

Non molto distante da Camerino (MC), su uno sperono roccioso affacciato sulla Val di Chienti, si staglia la silohuette di un’antica e possente fortezza, Rocca Varano, uno dei più vetusti possedimenti feudali della nota famiglia Da Varano che governò il ducato di Camerino per quasi 300 anni. La struttura nasce come maniero nel XII secolo e venne sfruttato come punto strategico per riscuotere i pedaggi ai viandanti che attraversavano l’Appennino per raggiungere Roma. Ben presto, con l’accrescersi del potere dei Da Varano, diventa un avamposto del sistema difensivo dello Stato camerte insieme ad altre fortificazioni disposte a vista in un complesso difensivo di notevole efficienza.

Con l’avvento della polvere da sparo cambiano anche le necessità strutturali dei sistemi bellici, di conseguenza i fortilizi a base quadrangolare cadono in disuso. Il riadattamento di Rocca Varano a casa colonica, e successivamente a sede del Centro Espositivo dell’Artigianato, ne ha permesso la conservazione e la ristrutturazione. Oggi la struttura è visitabile in tutta sicurezza e  raggiungibile tramite una breve strada tortuosa che passa per il grazioso borgo di Varano di Sotto. Il visitatore è guidato all’ingresso della fortificazione dal suggestivo ponte levatoio e accolto all’interno da uno splendido arco a sesto acuto in pietra calcarea bianca.
Rocca Varano

Rocca Varano – Ph. Marino Abbatelli

Castello di Pitino (San Severino Marche, MC)

Su un colle a 11 Km da San Severino Marche (MC) ad un’altitudine di 660 m s.l.m., dominante la media valle del fiume Potenza, sorge il Castello di Pitino. I reperti archeologici del Paleolitico rinvenuti in loco confermano che l’altura è fu favorevole all’insediamento umano fin dall’antichità. Le comunità di più grande interesse risalgono al VIII-VI secolo a.C. quando i Piceni vi si stabilirono con un insediamento ritenuto tra i più importanti della Provincia di Macerata. L’attuale castello invece risale al medioevo, in particolare al XIII secolo, e fu per molto tempo conteso tra i comuni limitrofi (San Severino, Cingoli, Tolentino e Camerino) poiché punto strategico per il controllo della Valle del Potenza e quindi del collegamento tra Umbria e mare Adriatico.

Definitivamente conquistata dal comune di San Severino Marche fu il più importante baluardo difensivo di tutto il sistema di fortificazioni dell’area. Conserva la splendida e possente porta in arenaria, parte delle mura (originariamente dotata di 400 m di perimetro e diversi torrioni), l’imponente mastio di 23 m, al quale si accedeva solo tramite una rete di cunicoli sotterranei che portavano fuori le mura e ora inagibili, e la chiesetta. Nonostante il castello di Pitino abbia perso la sua importanza strategica il fascino che emana è del tutto immutato. In parte ristrutturato, il castello è raggiungibile tramite una stradina sterrata che lo collega alla provinciale di fondovalle.

pitino Ph. Massimo Feliziani

Castello di Pitino – Ph. Massimo Feliziani

Castello di Montecopiolo (Villagrande di Montecopiolo, PU)

Nell’alto bacino del fiume Conca, su di un masso di 964 m, si ergono le spoglie dell’antico Castello di Monteboaggine, a pochi chilometri dal più conosciuto Castello di Montecopiolo. Il castello, come l’omonimo borgo sottostante, deve il suo nome alla presenza di prati e alla conseguente abbondanza di buoi e altri animali al pascolo. Venne costruito dalla famiglia Montefeltro nel XIV secolo, passò poi sotto i possedimenti dei Duchi d’Urbino, Stato della Chiesa e infine sotto il Comue di Montecopiolo. I giochi di luce al tramonto rendono meritata giustizia a questo suggestivo luogo incantato: salendo a piedi dal borgo di Ville di Monte Boaggine, lungo un tracciato leggermente in salita, si giunge sul poggio, al cospetto della Torre di avvistamento recentemente restaurata.

Il panorama che si apre sulle valli e monti circostanti evoca i ricordi di un antico stile di vita dove i pastori governavano le greggi fino a sera e al tramonto le accompagnavano al sicuro nelle stalle. Meritano sicuramente la visita guidata (apertura domenicale estiva o solo su prenotazione contattando il Comune di Montecopiolo) gli scavi archeologici del già citato Castello di Montecopiolo, insediamento militare che ebbe grande importanza nella storia dei Montefeltro e che è stato progressivamente abbandonato dalla metà del 1500 in favore di insediamenti più facilmente accessibili e spopolatosi definitivamente nel XVIII secolo fino alla completa spoliazione delle rovine del castello avvenuta all’inizio del XX secolo a causa del riutilizzo dei materiali lapidei in nuovi edifici.

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Panorama da Monte Boaggine su Villagrande e sulla rupe che ospita i ruderi del Castello di Montecopiolo – Ph. Michela Ricci

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