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I più bei castelli e fortezze dimenticati delle Marche: parte 2a

Il complesso di Torri della Massa Trabaria (Borgo Pace, PU)

Nelle terre di carbonai e taglialegna, nei pressi del comune di Borgo Pace (PU), al confine con la Toscana, si snoda il complesso di torri denominate Torri di Massa Trabaria. Questo insieme di torri, borghi, castelli, rocche e fortificazioni che ospitavano guarnigioni militari erano atte a sorvegliare il territorio e inviare segnalazioni tramite fuoco e fumo per allertare la popolazione dell’attacco di eserciti nemici. Sono costruzioni militari originatesi tra il XII e il XV secolo ed è proprio nel 1400 che raggiunsero l’apice in termini di importanza in questo territorio di confine e fortemente militarizzato. Uno di questi contrafforti, il Castello di Bavia, venne completamente distrutto nel XVI secolo e, secondo la tradizione, i cittadini ricostruirono alle suo pendici il paesino denominandolo Borgo Pace proprio in ricordo di questo episodio bellico.

Silenti testimoni di un passato di conflitti

Lungo il torrente Auro, tra Borgo Pace e Parchiule, rimangono numerose torri di avvistamento facenti parte di questo sistema difensivo. Una di queste è Torre San Martino, l’unica a base cilindrica, completamente restaurata a fini abitativi. Le altre torri invece, anche se diroccate, mantengono il loro fascino medievale: tra queste Torre Sant’Andrea che rimane in piedi con il solo lato sud-est di arenaria a sorreggerla. Proseguendo a ritroso lungo il fiume si incontra l’agglomerato fortificato di Castel dei Fabbri dove si erge l’omonima Torre dei Fabbri, a 600 m slm.

Le ultime due torri si trovano nei pressi dell’abitato di Parchiule: la prima presso il Castello di Parchiule del quale rimane solo la torre a simboleggiare lo scopo difensivo di tale antica struttura. La Torre di Villa Parchiule, oggi, resta vigile a sorvegliare la sua valle e dai suoi 14 m di altezza si scorge chiaramente Torre Sant’Andrea alcuni km più avanti.

torre di parchiule - Ph. Marco Pivato

Torre di Parchiule – Ph. Marco Pivato

Castello di Roccacolonnalta (San Ginesio, MC)

Ed ora una storia a lieto fine. E’ quella del Castello di Roccacolonnalta che si staglia nel comune di San Ginesio (MC), all’interno del Parco nazionale dei Sibillini, su un’altura che domina la valle del Fiastrella. Tale struttura, con le caratteristiche torri circolari, sembra essere una ristrutturazione della seconda metà del XII secolo di un castello o torre precedente. Il castello passò sotto le mani di diversi proprietari: il comune di San Ginesio infatti ne rivendicò la proprietà a discapito della Signoria dei Brunforte di Sarnano fino a conquistarlo nel 1330. Dovette però ben presto cederlo ai Da Varano, signori di Camerino, che lo governarono fino al XV secolo.

Roccacolonnalta si presentava con un ampio fossato a protezione delle mura e l’accesso all’edificio avveniva probabilmente tramite un unico ponte levatoio. Caduta in disuso tra il 1500 e 1600 come buona parte delle fortificazioni medievali, i materiali di parte della sua cinta muraria furono utilizzati per costruire la chiesa di Santa Maria di Pieca e le case della vicina frazione Rocca. Grazie ad un progetto di recupero che vede collaborare enti pubblici e privati, oggi Roccacolonnalta sta conoscendo un nuovo periodo di splendore grazie alla ristrutturazione finalizzata a renderla fruibile al pubblico all’interno di un parco verde attrezzato.

http://www.roccacolonnalta.it/

Castello di Roccacolonnalta – Ph. tratta dal sito http://www.roccacolonnalta.it/

Castello di Sant’Andrea (Cupra Marittima, AP)

A difesa della parte alta e vecchia di Cupra Marittima (AP) si trovano i resti del Castello di Sant’Andrea risalente a XIII secolo. La fortificazione, che si trova sull’altura alle spalle dell’abitato, è a base rettangolare e dell’imponente castello rimangono oggi le mura perimetrali e parte della torre maestra. Nel 2003 il Castello è stato ristrutturato e trasformato in un teatro all’aperto raggiungibile in auto. La vista che da qui si gode, dalla costa adriatica fino alle colline dell’entroterra, è a dir poco incantevole.

Purtroppo, a causa di una frana avvenuta nel febbraio del 2014, il castello non è attualmente agibile e la speranza è che ci si affretti ad effettuare interventi di consolidamento della falesia sottostante al fine di non perdere irrimediabilmente questo splendido fortilizio. Sarebbe opportuno valorizzare dal punto di vista turistico questa emergenza storica dal momento che, come altri castelli “dimenticati”, potrebbe essere inserito in un circuito di siti d’interesse che si trova a poca distanza delle frequentate spiagge estive.

Borgo di Marano - Ph. Alessandro Galloppa

Borgo di Marano (Cupra alta) – Ph. Alessandro Galloppa

Castello di Montevarmine (Carassai, AP)

E ora ci spostiamo tra la valle del fiume Aso e Menocchia, 4 km dal paese di Carassai (AP). Qui si erge il maestoso Castello di Montevarmine. Di probabile origine longobarda è nato sull’altopiano come “casalivo” ossia fattoria fortificata dove le strutture difensive avevano il ruolo di vigilare sul nucleo abitativo e sulle coltivazioni fondamentali per l’economia domestica. Nell’XI secolo la cinta muraria assunse un ruolo più marcatamente militare e nei secoli successivi fu possedimento di diverse Signorie ghibelline desiderose di affermare il loro potere sui territori circostanti.

Ad oggi, dopo la ristrutturazione, il Castello di Montevarmine versa in buone condizioni e sfoggia ancora le sue mura poderose e l’alta torre dai merli ghibellini (22 m) munita di feritoie. Dall’alto mastio della rocca, la vista si perde sulle verdeggianti colline del Piceno. Nonostante l’edificio ricada nel territorio di Carassai, Rocca Montevarmine è proprietà del comune di Fermo, che l’ha ereditata dall’Opera Pia Brefotrofio, insieme ai suoi 700 ettari di terreno circostanti.

Rocca di Montevarmine - Ph. Alexandra Karchevskaya

Rocca di Montevarmine – Ph. Alexandra Karchevskaya

Fortezza del Sasso Simone (Carpegna, PU)

Ultimo dei nostri castelli preferiti ma sicuramente il meno “dimenticato” è la fortezza del Sasso Simone. Luogo incantato, raggiungibile solo a piedi tramite i numerosi sentieri che partono dalla toscana Sestino (AR), dalla romagnola Miratoio (comune di Pennabilli, RN) o dalla marchigiana Carpegna (PU). Tra gli itinerari citati, il più accessibile è il percorso che partendo dal Passo della Cantoniera permette di raggiungere la sommità del Sasso Simone in un paio di ore di cammino.

Molto si potrebbe raccontare sulla mitica “Città del Sole”, simbolo del Parco naturale del Sasso Simone e Simoncello e fulcro dell’ambizioso progetto di Cosimo de Medici di instaurare, nella metà del XVI secolo un presidio militare sulla sommità del Sasso Simone. Noi, però vi invitiamo a godervi nel silenzio le poche vestigia di questa antica città-fortezza (una cisterna, la strada lastricata di accesso, le tracce della via principale) leggendovi le testimonianze che narrano l’aspra vita dei testimoni durante le poche decine di anni che l’hanno vista occupata…

Parco Naturale Sasso Simone e Simoncello

Sasso Simone (dx) e Simoncello (sx) – Ph. Silvano Maschio

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