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Valle del Metauro, la piana del Ducato d’Urbino

Valle del Metauro, la piana del Ducato d’Urbino


Il fiume Metauro, che da il nome all’omonima valle, deriva dalla fusione dei due rami sorgentizi principali che lo originano: il corso d’acqua Meta, che scende dal noto valico appenninico di Bocca Trabaria- 1.044 m s.l.m., e il torrente Auro, che scende invece dal Monte Maggiore- 1.384 s.l.m.. E’ il fiume più lungo delle Marche, a regime torrentizio con portata relativamente alta da novembre a marzo e bassa da luglio a settembre e sfocia dopo 115 km nel mare Adriatico nei pressi di Fano.

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Territorio, flora e fauna

I terreni sono calcarei, calcareo-marnosi e marnosi nelle pieghe anticlinali della Dorsale Umbro-Marchigiana. In tali zone sono diffuse pareti rocciose, forre e gole rupestri: le principali tra queste sono la Gola del Furlo e la Gola di Gorgo a Cerbara formate dal fiume Candigliano, affluente del fiume Metauro. Nelle zone collinari troviamo ancora terreni marnosi, arenacei e argillosi, ma qui la morfologia si fa più dolce, in particolar modo nelle zone in cui prevalgono le argille. Nei fondovalle si trovano depositi alluvionali ghiaiosi e sabbiosi. La vegetazione che contraddistingue queste zone lungo il Fiume Metauro è prevalentemente formata da boschi ripariali di saliceti e pioppeti.

Inoltre, l’area del tratto medio-basso del corso del fiume è sottoposta a tutela della Direttiva comunitaria 92/43/CEE “Habitat” e Direttiva 2009/47/CEE “Uccelli” (SIC e ZPS): sono, infatti presenti foreste alluvionali che costituiscono habitat di notevole rilevanza, in quanto rappresentano gli elementi di transizione tra gli ecosistemi tipicamente acquatici e quelli più stabili dei margini del letto fluviale. Anche l’area che interessa il settore terminale del fiume riveste una notevole importanza per la presenza di laghetti e stagni adatti alla sosta e alla nidificazione di numerosi uccelli acquatici rari e per la riproduzione di diversi anfibi.

Tra le specie di uccelli più importanti: Averla piccola (Lanius collurio), che ha l’abitudine di infilzare le prede sulle spine dei rovi; Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus), il quale nelle Marche è una specie migratrice ed è presente tra la primavera e l’autunno; Martin pescatore (Alcedo atthis), inconfondibile per i suoi colori estremamente vivaci; Tarabusino (Ixobrychus minutus), unico airone non coloniale.

Acquaviva2ParchiulezoomCenni storici e preziosi borghi

Il lungo percorso del Fiume Metauro incontra suggestivi centri ricchi di storia e tradizione, come Fossombrone. Questa città fu fondata dai romani che la elevarono al rango di municipio nel I secolo a.C., fu devastata dai goti e successivamente divenne una città facente parte del “Corridoio Bizantino“. Nei primi anni del ‘200 fu infeudata alla famiglia D’Este e in seguito ai Malatesta che la cedettero a Federico da Montefeltro. Nel 1631 passò sotto lo Stato pontificio. Numerosi gli edifici quattro-cinquecenteschi e i palazzi nobiliari, residenze dei Duchi d’Urbino. Non di minore importanza, altro centro storico, la città di Urbania, dove anche qui vissero a più riprese i Duchi d’Urbino e l’ultimo di essi Francesco Maria II Della Rovere, la elesse come propria residenza.

La storia di Urbania inizia con l’età romana: diversi rinvenimenti hanno fatto ipotizzare l’esistenza di un piccolo centro sulla via di collegamento tra i due municipi di S. Angelo in Vado e Urbino. In età alto-medievale il territorio si andò riorganizzando con pievi, abbazie, eremi e conventi finché si formò un primo centro abitato in collina chiamato Castel delle Ripe. Nel ‘200 la cittadina prese il nome di Casteldurante in onore al governatore della Romagna, Guillaume Durand, che curò la ricostruzione del centro abitato.

Signorie rinascimentali e paesaggi naturali di grande fascino

Successivamente avvennero numerose vicende di successione di signorie: dai Brancaleoni, ai Montefeltro e ai Della Rovere. Il periodo il dominio di questi ultimi, con la presenza in città di una delle loro residenze più fastose, segnò il periodo d’oro di Casteldurante. Tra le verdi colline a cavallo tra Valle del Foglia e Valle del Metauro, inoltre, svetta la splendida città Ducale di Urbino, patrimonio universale dell’Unesco, sede universitaria e splendida testimonianza dell’architettura rinascimentale.

La Valle del Metauro è in grado di offrire intense emozioni a chi apprezza le attività in natura,  una buona cucina e sorprese anche a livello storico- artistico. Il territorio è ricco di gole e vallate che conservano gioielli architettonici tutti da scoprire come la Gola del Furlo, riserva naturale e vero e proprio spettacolo di viste sul fiume Candigliano, rocce scoscese e verde rigoglioso; la Foresta Demaniale delle Cesane, la quale in passato era ricoperta da un bosco di alberi secolari (querce, aceri, carpini, faggi), dove vivevano cervi, orsi, lupi, volpi, lepri;  le Cascate del Sasso di Sant’Angelo in Vado,  la più grande cascata che possiede il Metauro, alta 12 metri sul ciglio e larga 60 m. e ritenuta una delle dieci più belle d’Italia.

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Enogastronomia

L’intera vallata è famosa per la sua eccellente gastronomia: Fano è nota per la raffinata cucina di mare; Acqualagna è rinomata per il tartufo bianco pregiato e Cartoceto è conosciuta per il suo olio extravergine d’oliva, uno dei pochissimi prodotti marchigiani a marchio DOP. Bianchello del Metauro e Sangiovese sono i vini rinomati che accompagnano piatti regionali semplici o raffinati per tutti i gusti.