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Viaggio nel Montefeltro

Viaggio nel Montefeltro

Il nostro viaggio si snoda a cavallo tra Marche e Romagna, dedicato alle scoperta delle vallate che furono dominio dei Montefeltro. Questa potente famiglia marchigiana governò prima Urbino poi il Ducato di Urbino, giungendo ad estendere i propri territori fino all’Umbria ed alla Toscana. Il nostro percorso ha inizio nell’antica capitale del Montefeltro, San Leo, la cui celebre rocca porta la firma di Francesco di Giorgio Martini, architetto di origini senesi che visse alla corte del Duca Federico. Oltre a godere di un fascino irresistibile, la fortezza è famosa per aver assistito agli ultimi giorni di vita di Giuseppe Balsamo, meglio noto come “Cagliostro”, che vi fu tenuto a lungo prigioniero.

san leo

Una tappa lunga ed affascinante ci conduce dalle balze rocciose della Valmarecchia fino al castello di Pietrarubbia. La composizione di questa vallata, disegnata dal fiume Marecchia, è davvero interessante. Si mostra come una grande massa di argille variamente colorate e caoticamente accalcate, sulle quali si innalzano massicci blocchi calcarei. Ripide balze e aspre penne rocciose come San Leo, San Marino ed il Monte Carpegna sono enormi zattere che galleggiano su questo vasto mare di argille. Il borgo medievale di Pietrarubbia che, assieme ai ruderi del suo castello rappresenta un vero gioiello di arenaria, segna la conclusione del percorso di oggi.

 Nel Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello fino alla misteriosa Città del Sole

Parco Naturale Sasso Simone e Simoncello

Il tracciato odierno passa per la vetta del Monte Carpegna (1401 m) fino a raggiungere il borgo di Ptesoro petraennabilli che si affaccia sul Mareculum o piccolo mare, nome romano del Marecchia. Un tempo questo borgo, coi suoi castelli di Penna e di Billi (da cui il nome attuale), era la sede di una potente ed influente sede vescovile. Ora è un paese incantevole che ha affascinato artisti e uomini di cultura, come il poeta e sceneggiatore Tonino Guerra, che ha vissuto qui per vent’anni creando i “Luoghi dell’Anima”, meritevoli di una visita. Si tratta di luoghi carichi di suggestione, nati dalla fantasia e dal legame con questa terra del famoso artista.

Al quarto giorno di cammino cominciano ad apparire i primi segni di stanchezza, ma l’impatto emotivo dei luoghi incontrati lungo questa tappa li fanno passare certamente in secondo piano. Si tratta del Sasso Simone e Simoncello nell’omonimo Parco Naturale. Sulla sommità del Sasso Simone (1204 m) troviamo quanto rimane dell’antica Città del Sole, ambiziosa città-fortezza voluta da Cosimo de Medici per controllare il confine col Ducato di Urbino.

Raviggiolo, Prosciutto di Carpegna e Vino di Visciole

E’ la giornata del raviggiolo, formaggio tenero dal sapore dolce e delicato a base di latte intero vaccino e che sarà assaporato all’arrivo, nel paese di Frontino.

Questa è la giornata dedicata al gusto, in cui accorgersi che anche un pranzo al sacco può riservare piacevoli sorprese. Il fragrante pane di Pietrarubbia si accompagna ad un ottimo pecorino stagionato in foglie di noce e al tenero prosciutto di Carpegna. A completare un pasto all’insegna della tradizione locale, il vino aromatizzato alle visciole (piccola ciliegia selvatica) prodotto nella vicina Lunano. Lungo l’itinerario incontriamo bovini di razza marchigiana e castagneti, fino a giungere alle porte di Urbania, la città–riserva di caccia e pesca dei Duchi di Urbino.

La visita di Urbania precede quella di Urbino nella nostra gloriosa traversata. Rimaniamo da subito colpiti dal Barco (casino di caccia dei Duchi) e dal Palazzo Ducale; ma quel che ci stupisce maggiormente è la Chiesa dei Morti, che ospita 18 corpi mummificati ognuno dei quali ha una interessante storia da raccontare. La tappa finale si rivela ricca di presenze invisibili. Incontriamo infatti tante tracce di Caprioli, gli appuntiti aculei di Istrice, una tana di Volpe e forse una fatta (così si chiamano le feci) di Lupo non distante da Urbino!

Urbino, Culla del Rinascimento e Patrimonio dell’Umanità Unesco

urbino

Urbino, la Città Ideale del Rinascimento, col suo favoloso Palazzo Ducale, la veduta panoramica che si gode dalla Fortezza Albornoz e i suoi vicoli animati da studenti universitari merita l’intera mattinata di visita. Giunti alla fine di quest’esperienza siamo stanchi ma felici e appagati da tanta bellezza. Come accade sempre coi viaggi a piedi, anche il Montefeltro si è svelato a noi nella sua veste più intima e ne abbiamo potuto apprezzare l’essenza più autentica, fatta di mille sfaccettature, che il visitatore frettoloso non ha modo di apprezzare.

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