
La tappa di Itaca 2026 mette in relazione luoghi, persone e progettualità attraverso esperienze concrete. Il Birrificio del Catria, il cammino verso Cantiano, Il Ponticello Trekking e la Fiera Cavalli diventano così parti di un unico racconto territoriale, nel quale la montagna non è soltanto una destinazione da attraversare, ma una comunità da conoscere e un patrimonio da costruire insieme.
Il percorso prende avvio dal Birrificio del Catria, realtà legata al territorio attraverso la produzione agricola, la trasformazione e l'accoglienza. La visita agli impianti, l'incontro con il birraio, la conoscenza delle materie prime e dell'evoluzione dell'azienda permetteranno di entrare nel vivo di una storia imprenditoriale che interpreta la montagna attraverso la valorizzazione delle risorse locali.
La degustazione delle birre artigianali e agricole, sarà un momento conviviale nel quale il prodotto diventa strumento per raccontare il paesaggio da cui nasce.
Camminare diventa un modo per connettere luoghi e comunità, la Fiera rappresenta una delle occasioni in cui il territorio si incontra, si racconta e si apre ai visitatori, mettendo in relazione tradizioni, attività economiche, cultura e identità locale.
Il programma del primo appuntamento, l'11 ottobre, proseguirà con il Tavolo di Montagna dedicato a Destination management, reti territoriali e sviluppo delle aree interne, con l'intervento previsto del Prof. Mauro Dini dell'Università di Urbino Carlo Bo. Un momento di confronto rivolto a enti, amministratori, tecnici, imprese, operatori e cittadini, per interrogarsi su come costruire strategie condivise di sviluppo e promozione dei territori montani.



Sono guida ambientale, accompagnatrice turistica ed educatrice ambientale. Da sempre con una grande attrazione per la natura ed i suoi dettagli, mi perdo ad osservare i microcosmi. Dopo la laurea in sostenibilità ambientale ho tentato la carriera scientifica da topo di laboratorio ma mi sono presto accorta di non riuscire a lavorare in ambienti chiusi. Estremamente dinamica non potrei eseguire la stessa mansione per troppi giorni consecutivi. Grazie ai periodi di studio in Portogallo e in Irlanda mi sono estremamente appassionata ai viaggi e al conoscere nuove persone e culture. La lingua portoghese è musica per le mie orecchie così come la musica irlandese. Adoro le esperienze spartane ed immersive che permettono di toccare con mano l’umanità dei luoghi e assaporare atmosfere autentiche. Le attività con bambini e ragazzi delle scuole mi permettono di trovare sempre nuovi spunti e punti di vista differenti. Non riuscirei più a fare a meno di accompagnare persone alla scoperta di luoghi naturali che riportano nella giusta dimensione: siamo parte di una fitta rete ed estremamente connessi gli uni agli altri.