
Aurora borealis. Fu così chiamata da Galileo Galilei facendo riferimento al nome della dea romana dell'alba, Aurora, e al nome greco per il vento del nord, Borea.
Sarebbe più corretto definirle aurore polari dato che si verificano in prossimità di entrambi i circoli polari.
Le aurore boreali non sono un fenomeno prevedibile. Sono il risultato dell'attività solare (eruzioni e "buchi" o macchie nella corona solare) che disperde un flusso di particelle cariche in tutte le direzioni. Le particelle del "vento" solare sono deviate dal campo magnetico terrestre verso i poli. In prossimità dei circoli polari vengono a contatto con le particelle che compongono l'atmosfera terrestre. Dallo scontro tra particelle "solari" e "terrestri" si libera energia luminosa. L’aurora boreale è quindi il risultato di una danza cosmica!
I colori che la dipingono dipendono dal gas e dall’altitudine:
Verde: ossigeno (circa 100–150 km)
Rosso: ossigeno ad alta quota (~200–400 km)
Viola e blu: azoto
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Questo spettacolo è favorito da un particolare fenomeno astronomico: ogni circa 11 anni il Sole attraversa un picco di attività noto come massimo solare, caratterizzato da un numero elevato di macchie solari ed espulsioni di massa coronale che intensificano il «vento solare».
In termini semplici: più attività solare = più particelle che possono raggiungere la Terra = maggiore probabilità che l’aurora si manifesti e in modo più spettacolare.
Studi e previsioni degli osservatori e delle agenzie spaziali indicano che il massimo dell’attuale ciclo solare (Ciclo 25) si colloca tra la fine del 2024 e il 2026. Di conseguenza, il biennio 2025-2026 (e in particolare il 2026) offre condizioni ottimali: l’attività solare è ancora elevata, l’ovale aurorale – ovvero la fascia in cui si manifestano le aurore – si espande e le probabilità di osservare questo fenomeno luminoso aumentano, anche a latitudini più basse del solito.
Mettiamola così: il 2026 rappresenta un’occasione rara nel decennio per vivere lo spettacolo dell’aurora in una delle sue versioni migliori.
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Latitudine elevata: più ci si avvicina al polo magnetico, maggiori sono le probabilità di visione.
Cielo limpido e buio: l’assenza di nuvole e di inquinamento luminoso è fondamentale.
Periodo con tante ore di buio: l'inverno artico è l'ideale.
Soggiorno sufficientemente lungo: un tour di più giorni aumenta le chance, dato che l'aurora è un fenomeno naturale imprevedibile.
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Per inaugurare l’anno nel modo più magico: una fuga nella regione più settentrionale della Finlandia (e/o Svezia), dove neve fresca, foreste ovattate e silenzi artici creano un’atmosfera da fiaba nordica. Perfetto per chi sogna la prima aurora dell’anno, tra escursioni sulla neve, sauna e serate con il naso all’insù.
29 Dicembre - 4 Gennaio (Lapponia Finlandese)
30 Dicembre - 4 Gennaio (Lapponia Svedese)
30 Dicembre - 4 Gennaio (Lapponia Finlandese)
Lapponia – febbraio e marzo
Con il cuore dell’inverno ancora vivo ma giornate un po’ più luminose, febbraio e marzo sono mesi ideali per combinare attività nella natura (slitte con i cani, ciaspolate, motoslitte, villaggi Sami) e sessioni serali dedicate alla caccia all’aurora boreale. L’aumento dell’attività solare nel 2026 rende questo periodo particolarmente propizio per fenomeni luminosi intensi e frequenti.
Svalbard – febbraio e marzo
Per chi desidera spingersi ancora più a nord, nel vero estremo artico, le Isole Svalbard offrono paesaggi glaciali mozzafiato, cieli scurissimi e un isolamento totale dall’inquinamento luminoso: condizioni eccellenti per l’osservazione dell’aurora. Qui si vive l’Artico puro, tra ghiacciai, spedizioni in motoslitta, fauna polare e un’atmosfera da pionieri del Nord.
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Sì. Non serve un'attrezzatura speciale. Ovviamente maggiore è l'intensità dell'aurora boreale maggiore sarà la soddisfazione nel vederla, con movimenti, archi, cerchi e colori ben distinguibili.
Sì, con smartphone moderni e modalità notturna.
No, i nostri gruppi sono accompagnati da guide esperte.
Certo, è un fenomeno naturale ma come tale non è garantito, ma nel 2026 le probabilità sono molto alte in presenza di attività solare e cielo sereno.

Il 2026 è un anno d’oro per l’aurora boreale grazie al massimo solare: intensità, frequenza e visibilità in condizioni più favorevoli. Le nostre proposte in Lapponia e alle Svalbard sono pensate proprio per sfruttare questa finestra unica. Se volete sognare sotto cieli carichi di luce… ci troviamo lì.